“Nonna, raccontami una storia”

San Cassiano, 3 gennaio 2012

La mia bisnonna materna ha 83 anni si chiama Galati Giuseppa ma per me è la Nonna Pippi.Oggi pomeriggio sono stata a casa sua e le ho fatto un’intervista.
Io: “Nonna, cosa ricordi della guerra?”
Nonna Pippi: “Ricordo la paura degli aerei che attraversavano i nostri cieli. Nel 1940 quando è iniziata la guerra avevo solo 12 anni. Ricordo un giorno mentre io e mia sorella andavamo a messa, ci siamo dovute rifugiare sotto la cantina di una signora perché un aereo da guerra lanciò una bomba. Nelle strade, la sera, le luci erano spente, il paese doveva rimanere al buio per paura dei bombardamenti. Anche dentro casa, bisognava chiudere tutto e non far uscire nemmeno uno spiraglio di luce.Prima della guerra, quando ero più piccola, l’elettricità ancora non c’era e si utilizzavano le lampade ad olio o a petrolio per fare luce. Non c’erano nemmeno biciclette o automobili, così per spostarci utilizzavamo il traino con l’asinello. La domenica la mamma ci faceva la pasta fatta in casa… ma solo la domenica perché era festa e poi bisognava essere parsimoniosi… ”
Io: “Durante i giorni feriali cosa mangiavi?”
Nonna Pippi: “Mangiavo quello che con il mio papà coltivavamo nei campi, soprattutto legumi e verdura lessa. Molto spesso mangiavo il “panicottu” che si preparava con i legumi e la verdura avanzata giorni prima mischiato con il pane raffermo o la frisella, il tutto condito con un filo d’olio e cotto sul fuoco del focolare, un grande caminetto, che  a turno io e mia sorella dovevamo accendere per poter cucinare. Inoltre non c’erano nemmeno i frigoriferi….”.
Io: “Come facevate allora per conservare i cibi? “
Nonna Pippi: “ A volte si conservava la carne di gallina per fare il brodo: si metteva in un secchio, avvolta in un canovaccio, in fondo al pozzo. Ma questo accadeva solo quando una donna della famiglia era incinta ed era prossima a partorire.”
Io:” Nella tua casa, d’inverno, si accendevano i termosifoni? “
Nonna Pippi: “No, non c’erano. C’era il focolare, che oltre a cucinare, come detto prima, serviva anche per riscaldare. Ma faceva anche molto fumo e così d’inverno dovevamo stare con le porte aperte. La mia mamma metteva in una vecchia bacinella un po’ di brace per poter riscaldare l’ambiente.”
Io: “Ma la sera cosa facevate? Guardavate la televisione?”
Nonna Pippi: “No perché non c’era nemmeno questa, non c’erano i telefoni o i cellulari e nemmeno i computer… Ogni sera, dopo cena, ci riunivamo intorno al focolare acceso e il mio papà recitava il Santo Rosario insieme a tutti i componenti della famiglia. Quando ero più piccola ci raccontava delle storielle o delle favole. Poi dopo tutti a letto. Non avevamo orologi e nemmeno sveglie…”
Io: “Come facevi ad alzarti la mattina?”
Nonna Pippi: “Come riferimento c’era la corriera che passava alle h 7:00 sulla via Roma, dove io abitavo con la mia famiglia.”
Io: “E la scuola?”
Nonna Pippi: “Sono andata a scuola fino alla quarta elementare.”
Io: “Io faccio la quarta elementare!! Quindi hai lasciato la scuola proprio alla mia età?”
Nonna Pippi: “Si, al mio tempo non erano scuole dell’obbligo, come adesso. Ho cominciato a lavorare a tempo pieno in campagna, infatti già mentre andavo a scuola dovevo sempre aiutare mamma e papà nei campi. Ogni componente della famiglia, sia piccolo che grande, doveva contribuire svolgendo i lavori agricoli: dovevo aiutare a seminare le piante che ci avrebbero dato da mangiare durante tutto l’anno, come orzo, grano, verdura e legumi. Gli alberi da frutto nelle campagne non si vedevano perché erano stagionali e molte famiglie non se li potevano permettere.  A Natale non ricevevo regali ma solo alla befana, e non sempre. Infatti se qualche parente o zio aveva l’albero, per dono a noi bambini regalava due mandarini oppure due arance. Quando accadeva ero al settimo cielo perché sono frutti molto dolci e buoni e non li mangiavo mai.Ricordo anche che il giorno che ho fatto la prima Comunione, la mia mamma mi ha messo un bel vestito bianco e sono andata a messa da sola perché lei doveva andare a lavorare. Le più fortunate venivano accompagnate dalla loro nonna. Tornata a casa dalla messa, era usanza fare visita alle vicine ed io andai da una mia vicina che mi regalò una “cupeta”.”
Io: “Cos’è la cupeta?”
Nonna Pippi: “Un piccolo dolcetto di pasta di mandorla. Però non tutti ricevevano regali per la comunione. Io fui molto fortunata. Purtroppo, quando ero bambina come te, la gente era molto povera, soprattutto al tempo della guerra.  Ricordo che la mia mamma aveva la tessera per poter comprare il pane ed era già stabilita la quantità da prendere per famiglia; inoltre non c’erano nemmeno stoffe per fare vestiti, e così ognuno si doveva arrangiare come poteva. Per fortuna il mio papà aveva le pecore e da esse si procurava la lana che veniva lavata, asciugata, filata e tessuta e alla fine si otteneva la stoffa per fare i nostri vestiti e le nostre calze. Le mie scarpe erano sempre rotte e quando pioveva mi bagnavo tutti i piedi. Il mio papà mi fece un paio di scarpe nuove perché, quando ero signorina, mi chiamarono come madrina per battezzare.”
Io: “Come fece le scarpe?”
Nonna Pippi: “Prese un pezzo di tavola vecchia e fece la suola con la forma dei miei piedi; con la stoffa dei suoi cappelli fece le fasce di sopra al piede per dare la forma alla scarpa. Inoltre con lo stesso vestito, cucito in occasione del primo battesimo, battezzai per tre volte.”
Io: “Nonna, ti ricordi un episodio bello?”
Nonna Pippi: “Si. Era la festa della Madonna degli Angeli, quella che viene il lunedì dopo pasquetta, nel 1946. Io avevo 18 anni e stavo andando a messa insieme alle mie coetanee. Quel giorno c’era un gran fermento nel nostro paesino perché, oltre a festeggiare la  Madonna, si festeggiava il rientro, dopo ben 6 anni di lontananza, dei nostri soldati compaesani, partiti per la guerra e che erano stati fatti prigionieri. Durante la messa un giovanotto mi fissò insistentemente, ma io fuggivo ai suoi sguardi per timore che qualche donna più anziana potesse rimproverarmi o peggio ancora riferire tutto a mio padre, che era molto severo su quest’aspetto. Dopo due giorni quel giovanotto bussò alla porta della mia casa. Si presentò per prima cosa a mio padre e chiese il permesso di fidanzarsi con me. Quel giovanotto era il tuo bisnonno!  Quell’anno infatti ci fidanzammo ufficialmente a casa e il 30 gennaio del 1949 ci sposammo…. Fu il primo giorno più bello della mia vita!!!”

Martina Accoto

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1077 (millesettantasette)

Che titolo è? 1077?
Forse un film, oppure si riferisce all’anno 1077 d.C o a.C.?
Forse agli abitanti di un piccolo villaggio?
Forse alla cilindrata di un’auto o moto?
Forse sono (quasi) i Km che separano San Cassiano di Lecce da Chiavari (dipende se vai via Roma o se fai l’Adriatica)?
Potrebbero essere vere tutte queste ipotesi… Ma mi sto riferendo ad altro.
Ecco un aiuto.
Ho scelto 1077 come titolo di questo articolo perchè è dato dalla seguente somma:
441+59+493+84
Ah… certo! Ora è più chiaro! Avete capito ora? No? Ok, lasciate perdere. Avete ragione. Sono un po’ fuso e esaurito.
Cambiamo discorso, che è meglio!
Vorrei discutere di quei fenomeni in cui si ha produzione di energia in seguito a trasformazioni nei nuclei atomici: l’energia detta NUCLEARE.
Questa appena data, è la tipica definizione iniziale e riassuntiva di wikipedia. Infatti è cosi.
Da sempre si è discusso della convenienza di utilizzare questa forma di energia.
E’ un argomento particolare, sul quale “chiunque” può dire la sua. Almeno è garantita la libertà di espressione! Il che non mi pare poco.
Il termine “chiunque” può essere riferito a diversi soggetti: cittadini, politici, scienziati, delinquenti,…
Se immaginassimo di sorseggiare un birrone gelato in un pub insieme ad amici in una calda serata di estate, invece di ricordare le cazzate fatte da giovani o fare discorsi stupidi per sembrare “tosti” al tavolo tutto femminile vicino al nostro, il termine “chiunque” si potrebbe riferire ad individui che, per ammazzare il tempo, discutono sul nucleare e una conseguenza di detta discussione potrebbe essere banalmente una condivisione unanime (molto rara) oppure un aspro diverbio.
Possiamo immaginare già i loro discorsi.
– Sarei a favore per il nucleare, anche perchè ormai ci sono le centrali di “quarta generazione” che consentono una maggiore sicurezza, quasi del 100%..
- Scusa, ma quasi del 100% di cosa?
- Eh… eh.. boh non lo so, so che sono più sicure!
- Io preferirei sfruttare altre fonti energetiche. Una centrale nucleare non può mai essere sicura.
- Sono a favore del nucleare. In questo modo saremo meno dipendenti dalla Francia… tanto se succede un incidente in Francia ne andiamo di mezzo anche noi… tanto vale averle anche noi!
- Ah si… e se ti costruissero una bella centrale a 2 Km da dove vivi, saresti tranquillo?….
- Ok… d’accordo… ma poi le scorie? Che fine farebbero? Ci sarebbe il problema del loro smaltimento…
- Tra l’altro, tieni conto che le riserve di uranio non sono infinite, anzi sono in esaurimento. Sono previsti altri 40 anni e poi cucù…
- Ma se volessimo essere davvero indipendenti energeticamente, non basterebbero 4 centrali nucleari in Italia… guardate che per la sua indipendenza, la Francia, ne ha una sessantina (di cui 7 proprio vicino al confine con l’Italia)…
- Madòòò… ma se succedesse qualcosa credi che non avremmo grossi problemi anche noi?
- Infatti, e chi ti dice che magari non sono già avvenuti e quei bastardi francesi non hanno detto nulla…
- Ma guarda che i francesi sono davvero bastardi… io giorni fa mi son chiesto come mai Usa e Francia sono state le prime a far alzare i loro caccia a bombardare la Libia. Posso capire gli americani poichè la loro bomba la devono buttare comunque, anche per far campare le numerose industrie belliche nel loro territorio… Ma la Francia? Perchè questo suo accanimento?
- Ma ancora devi capire?! Cerca di seguire meno telegiornali e girare pure un po’ sulla rete… purtroppo la verità costa ottenerla, ma se giri trovi! Gheddafi nel 2007 aveva preso con Sarkozy un accordo con il quale il Colonnello gli garantiva l’acquisto di caccia francesi e la costruzione di centrali nucleari francesi in Libia. Successivamente Gheddafi ha ritrattato, rinunciando alle centrali nucleari e comprando si dei caccia, ma non francesi bensì Mig targati “Putin”…
- Già, infatti i francesi hanno bombardato l’aeroporto libico distruggendo diversi caccia… che coincidenza…
- Comunque, tornando al discorso di prima, non vedo perchè non sfruttare l’unica energia che per i prossimi 4 miliardi di anni sarà sempre presente e non produce scorie pericolose: l’energia solare!
- Infatti, hai ragione, gli scienziati sono arrivati a costruire centrali nucleari complicatissime di IV generazione… quando poi avrebbero potuto tranquillamente riversare il loro impegno allo sfruttamento dell’energia proveniente dal Sole!
- Ma lo sai che queste centrali di IV generazioni “ultra sicure” sono solo in fase di progetto e che potrebbero essere realizzate, forse, tra 10-15 anni… le scorte di uranio sono stimate per altri 40 anni… 40-10=30… 30 anni di energia nucleare… e poi? siamo proprio degli scienziati!
- Non riesco a capire perchè si sono fissati con il nucleare… a pensarci bene ci sarebbe il Sole!
- Che sei stupido… quella dal Sole sarebbe un’energia fruibile da tutti… ti pare che questa cosa potrebbe andare in questo mondo di m….
- Già, immagino gli americani che lanciano 100.000 satelliti artificiali in orbita per creare penombra artificiale su alcune zone del globo…
- INCREDIBILE!!!…
- Già…
- infatti….
- Hai ragione…
- Che ne dite? Ordiniamo un altra birra?

Fine della serata.

Lo sapete che nel mondo ci sono:
441 reattori nucleari già presenti in tutto il mondo;
59 nuovi reattori in costruzione;
493 reattori (tra cui quattro in Italia) proposti o pianificati;
84 progetti in fase di studio;

…appunto 441+59+493+84=1077 (millesettantasette)

E allora? Ma di cosa stiamo discutendo?

MEDITIAMO.

Riferimenti:

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San Cassiano, i paesi limitrofi e gli stranieri…

Dai dati forniti dall’ISTAT (Demo), fruibili on line da tutti e in modo molto semplice, possono essere soddisfatte alcune curiosità. Una delle più banali potrebbe essere la capacità e/o volontà di  accogliere gli stranieri da parte del nostro paese (San Cassiano) e dalle comunità vicine (tema molto attuale… ultimamente).

I paesi presi in considerazione sono: il nostro (San Cassiano), Botrugno, Nociglia, Scorrano, Muro Leccese, Minervino, Sanarica Poggiardo e Surano.
La tabella seguente viene incontro a questa curiosità.

abitanti stranieri stranieri ogni
1000 abitanti
Botrugno 2916 15 5
Nociglia 2502 13 5
Scorrano 6989 50 7
Muro 5138 50 10
Minervino 3830 43 11
San Cassiano 2133 25 12
Sanarica 1484 22 15
Poggiardo 6137 133 22
Surano 1723 43 25

Considerando il parametro riportato nell’ultima colonna, ossia gli stranieri ogni 1000 abitanti, si può notare che il paese più accogliente risulta essere Surano con 25  stranieri ogni 1000 abitanti e quello meno accogliente è Botrugno con soli 5 stranieri ogni 1000 abitanti.
L’ospitalità di San Cassiano risulta essere quasi la media dei due valori estremi sopra riportati.
Si tratta di casualità, o gli stranieri scelgono in base a qualche criterio/convenienza?
Si riportano le statistiche  di altri centri più grandi del nostro territorio:

abitanti stranieri stran/1000 abit
Castro 2511 20 8
Tricase 17803 169 9
Gallipoli 21038 222 11
Galatina 27317 331 12
Nardò 31195 400 13
Casarano 20593 296 14
Maglie 14982 221 15
Otranto 5531 101 18
Ruffano 9732 246 25
Lecce 94949 5463 58

Origine dati: demo.istat.it (aggiornati al 1 gennaio 2010)

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Nucleare: i titoli dei giorni seguenti…

I titoli dei giornali on line dall’11 marzo al 23 marzo 2011…

Giappone, allarme radiazioni centrale nucleare l’Unità.it
Fukushima, è incubo nucleare evacuazioni e contaminati republica.it
Se torna il rintocco di Chernobyl l’Unità.it
Terremoto in Giappone: un sisma artificiale? ecplanet.com Continua a leggere
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L’Inno di Mameli, il nucleare e i baci in tv…

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SENZAtetto

Per gli animalisti: ogni tanto pensiamo anche a noi uomini, condividete!
Un pensiero a tutti coloro che queste Feste le hanno trascorse soli e abbandonati senza un abbraccio, senza un augurio, senza un pasto, senza un regalo, senza un panettone… senza una speranza!
I SENZATETTO:
persona senza casa o senza fissa dimora.
CAUSE:
Fuga dall’abuso domestico, Abbandono delle cure ospedaliere o di lungodegenza, Fuoriusciti dal carcere, Problemi di salute mentale, l’accumulo di debiti, Alto costo delle abitazioni, Mancanza di salari che consentano una vita decente, Veterani di guerra…
STATISTICHE: numero di senzatetto…
Unione Europea: 3.000.000 (Unicef 1998)
Stati Uniti: 750.000 (Unicef 1998)
Canada: 200.000 (CBC News December 1998)
Australia: 99.000 (ABS: 2001 Census)
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L’Italia in notturna vista da Nespoli

L'Italia in notturna vista da Naspoli

Prendendo come spunto la bellissima immagine che Paolo Nespoli ci ha regalato quando nei giorni scorsi ha sorvolato l’Italia dallo spazio, si può approfittare di notare come la distribuzione delle luci artificiali coincide con la distribuzione della popolazione. Un bel “lucernario” è presente nel Salento…

A proposito di distribuzione della popolazione… Navigando qua e là sono approdato in un sito in cui vengono proposte diverse cartografie del nostro pianeta. Per studiare la popolazione mondiale, è necessario utilizzare una serie di dati statistici (indicatori socioeconomici) e grafici. Uno strumento molto utile e chiaro è il cartogramma ad area equivalente, in cui le aree dei territori sono deformate in relazione ad un variabile, rappresentata dal dato statistico in esame.

Osservate le due carte qui sotto e capirete meglio.
La prima: il planisfero ad aree equivalenti realizzato secondo la proiezione di Peters.

La seconda: il cartogramma in cui i territori sono rappresentati con aree equivalenti alle rispettive popolazioni.

Sul sito Worldmapper troverete moltissimi altri cartogrammi di questo tipo, realizzati utilizzando indicatori socioeconomici differenti. Osservate e riflettete.

Riferimenti:

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17 anni, 11 governi e 6 legislature…

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