Se la gente usasse il cuore…

Capita mai nel corso della nostra vita frenetica, di soffermarsi un attimo a pensare, a riflettere su cosa si può fare nel nostro piccolo per cambiare le cose in grande?

Incontri per strada una donna che elemosina, con un bimbo che dorme tra le sue braccia. Ti si stringe il cuore a vedere quell’immagine di mamma costretta a cercare negli altri quello che lei non ha o non può avere perché il suo destino è stato beffardo. E’solo un essere umano che cerca  la solidarietà negli altri esseri umani; è solo un essere umano che non si  interroga perché è seduta sul ciglio della strada al freddo o al caldo con il proprio figlio ma semplicemente lo fa, perché forse nella sua vita non ha avuto un’opportunità, non ha avuto fortuna oppure ha fatto scelte sbagliate o altri si sono approfittati di lei … e chissà forse ancora se ne approfittano…

Ma poi soffermandosi veramente e guardando il mondo con gli occhi di quella madre umile, povera e disperata, si riesce solo a vedere l’indifferenza della gente che passa davanti a lei e questo fa ancora più male. Qualcuno neanche la vede, tutti impegnati a correre, chi passa con il cellulare, chi si sofferma davanti alla baracca di fronte per acquistare una capo di abbigliamento o un accessorio per soddisfare il suo insignificante e materiale bisogno di vanità … e intanto non ci si accorge che quella donna è lì per terra, a chiedere un po’ di denaro per poter acquistare un pezzo di pane per sé e per il suo piccolino. Qualcuno, tra le centinaia di persone che passano, si accorge di quella donna  e preso dal senso di colpa regala un euro, gettandolo nel cappello posto sotto i suoi piedi … e quella moneta non fa rumore perché dentro c’è poco o niente.
Allora bisogna interrogarsi e chiedersi: perché le nostre società civili, che  si sono evolute in ogni direzione, per certi aspetti sono rimaste all’epoca del medioevo???
Probabilmente  nessuno di noi ha il tempo materiale per fare queste semplici considerazioni oppure quasi sicuramente non vuole farsele, per non cadere in uno stato di crisi esistenziale… Allora è più facile essere indifferenti, appagare il nostro senso di colpa nei casi più fortunati, ma niente di più.
L’esempio riportato sopra è molto triste ma serve per far capire che ogni giorno vediamo cose che non vanno bene a partire dalla piccola strada del paese di provincia per arrivare fino alla grande, complessa società moderna in costante equilibrio instabile. Soprattutto in questo periodo, vivendo in un forte cambiamento epocale a livello economico e sicuramente nel prossimo futuro anche politico, la gente deve interrogarsi, riflettere e pensare al futuro.
Il futuro: una parola che spaventa tutti! E’ più facile vivere alla giornata piena di affanni, di stupidi problemi, tutti risolvibili ma che presi dalle nostre assurde questioni non ci accorgiamo di quanto siano banali e inutili… basterebbe semplicemente usare il buon senso con un pizzico di bontà d’animo e si  aprirebbe un orizzonte migliore…

Se la gente usasse il cuore, per decidere con semplicità cosa è giusto e cosa no, ci sarebbe tra noi molta più felicità … Cerca di essere tu il primo che ci sta a rinunciare un po’, per dare a chi non ha. Basta poco a te per somigliare a un Re, quello che tu dai è quello che tu avrai e solo così il cuore  vincerà … Se la gente usasse il cuore, anche l’aria prenderebbe colore, crescerebbe la speranza in noi, e il futuro vedrebbe cieli di serenità…

Questo testo di una bellissima canzone potrebbe non essere un’utopia se veramente si riuscisse a passare dalle parole ai fatti concreti … Ma è proprio quel “se”, quelle  due lettere ad introdurre incertezza, dubbio, a porre una condizione.
Se non avessi detto, oppure se non avessi fattose avessi datose avessi pensato prima dise avessi deciso diversamente… Quanti di noi sono assaliti da queste domande nel corso delle nostre esperienze di vita. Domande alle quali non sempre riusciamo a dare delle risposte e se le diamo lo facciamo dopo che le nostre scelte sono state prese, dopo che il fatto si è compiuto…  Infatti la vita ci frega proprio perché  prima ci esamina e poi dopo ci  spiega la lezione.
Avremmo potuto fare ma non abbiamo fatto, avremmo potuto capire e non siamo stati in grado di farlo, avremmo dovuto essere solidali e invece siamo stati egoisti, avremmo potuto essere sinceri e invece siamo stati falsi e ipocriti, avremmo potuto perdere ma gioire e invece abbiamo vinto con tristezza, avremmo potuto fare la scelta giusta e invece abbiamo fatto la scelta più conveniente, avremmo potuto evitare di arrecare danno agli altri e invece abbiamo pensato a noi stessi, al nostro insanabile egoismo che raffredda la mente e soprattutto il nostro cuore.
Per questo bisogna usare il cuore in ogni cosa che facciamo, in ogni contesto in cui ci troviamo, qualsiasi ruolo rivestiamo. Solo così guardando il bicchiere, in un ottica ottimista, riusciremo a vederlo mezzo pieno…
Usare il cuore significa essere sinceri prima con se stessi e poi con gli altri, essere buoni e solidali, non essere invidiosi, né cattivi e soprattutto non essere indifferenti. Farsi scivolare i problemi altrui significa ritrovarsi un domani con quegli stessi problemi, perché la vita è una ruota che gira…
Adoperiamoci per migliorare la società in cui viviamo, inseguiamo e coltiviamo i nostri sogni anche se sembrano irrealizzabili, diamo forza e voce a tutto ciò che siamo attraverso l’esempio positivo, senza cedere a facili ricatti, senza usare deleterie scorciatoie e comode discese ma scegliamo di camminare su lunghi sentieri e impervie salite e solo così ognuno di noi nel nostro piccolo potrà essere finalmente quella goccia che imperterrita scava la roccia, cambiando per sempre le cose in grande!!

Barbara Monteduro

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